Il CEO di Bonaveri spiega la scelta di aderire a una comunità energetica: condividendo con il territorio l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico, l’azienda di manichini ha ridotto sensibilmente le emissioni.
Da oltre 70 anni l’azienda Bonaveri con sede a Renazzo di Cento (Ferrara) produce manichini, cercando di unire bellezza e sostenibilità. Abbiamo intervistato il CEO Andrea Bonaveri, che ha raccontato le azioni intraprese per ridurre l’impatto ambientale e andare sempre di più verso una moda etica e sostenibile.
Come nascono i vostri manichini?
Bonaveri nasce da un’intuizione che ha preso forma più di 70 anni fa, quando mio padre Romano, giovane scultore autodidatta, modellava figure in cartapesta per i carri del Carnevale di Cento. È lì che ha avuto l’illuminazione: applicare la stessa arte alla creazione di manichini per la sartoria. Così, nel 1950, è nato il primo nucleo di Bonaveri. Quella scintilla creativa continua a guidarci. Ogni manichino Bonaveri prende vita nell’atelier di scultura della nostra sede di Renazzo: un luogo in cui tecnologia e arte convivono in armonia. Si parte dalla digitalizzazione dei corpi reali per passare alla modellazione manuale in argilla e gesso, proprio come faceva Romano. È un processo che unisce la forza dell’heritage italiano alla visione di un’estetica contemporanea, dove la forma non è mai fine a sé stessa, ma sempre strumento narrativo.

Aloof Creativegroups
Quali materiali utilizzate per ridurre l’impatto ambientale delle vostre lavorazioni?
La nostra filosofia si basa su una creatività consapevole, in grado di unire bellezza e sostenibilità. Ci impegniamo a ridurre l’impatto ambientale, scegliendo materiali come la bioresina, un’alternativa ecologica alla resina petrolchimica che oggi rappresenta il 20% della nostra produzione. Inoltre, abbiamo sviluppato la biolinoresina, un composito innovativo che mescola fibra di lino e bioresina, attualmente in fase di sperimentazione, con l’obiettivo di migliorarne le performance e di ampliare il suo utilizzo nella produzione su larga scala. Utilizziamo legno certificato Fsc (Forest stewardship council) e abbiamo riprogettato il packaging affinché sia completamente riciclabile. Ogni nostra scelta è guidata da una visione di responsabilità, verso il pianeta e le generazioni future.

Avete aderito a una comunità energetica. Quali benefici ha portato questa scelta alla vostra azienda e al territorio circostante?
La nostra adesione alla comunità energetica si inserisce in un progetto più ampio di transizione ecologica. Grazie all’impianto fotovoltaico installato nella sede di Renazzo e alla condivisione dell’energia prodotta con il territorio, abbiamo ridotto sensibilmente le emissioni e contribuito alla creazione di un ecosistema energetico più equo e resiliente. È una scelta che rafforza il legame con la nostra terra e dimostra come l’innovazione, quando è condivisa, genera valore per tutti.
Come viene gestito il ciclo dei rifiuti?
Gestiamo i rifiuti seguendo un approccio sistemico e circolare: riduciamo alla fonte, utilizziamo materiali riciclabili, ottimizziamo i processi produttivi per minimizzare gli scarti. Incentiviamo anche il riuso attraverso formule di noleggio dei manichini, evitando sprechi e prolungando il ciclo di vita del prodotto. La sostenibilità per noi è una cultura aziendale che coinvolge ogni fase del nostro lavoro.

I manichini possono essere riciclati o vengono smaltiti una volta terminato il loro uso?
I nostri manichini sono progettati per durare nel tempo, come forme senza tempo capaci di attraversare epoche e stili. Utilizziamo materiali di nuova generazione e tecniche artigianali che ne permettono la rigenerazione, il restauro o la riconversione. Questo approccio riduce la produzione di rifiuti e valorizza ogni manichino come oggetto di design da conservare, riutilizzare, adattare. In molte mostre e progetti espositivi, i nostri busti storici vengono rivisitati e personalizzati per nuovi contesti, confermando una visione sostenibile che privilegia la cura, non la sostituzione.
Siete stati premiati dalla Regione Emilia Romagna come Innovatori Responsabili. Cosa significa per voi essere innovatori responsabili?
Significa avere una visione d’impresa che guarda oltre il presente, capace di unire sapere artigiano e ricerca tecnologica per generare un cambiamento positivo. Il progetto “BNatural. Manichini sostenibili per una moda etica”, con cui abbiamo ottenuto il riconoscimento dalla Regione Emilia-Romagna, è il simbolo di questo impegno: sviluppare materiali a basso impatto, ripensare i processi, investire in energia pulita e creare valore condiviso. Essere innovatori responsabili per noi è una promessa che si rinnova ogni giorno. Nel 2025 abbiamo ottenuto anche la certificazione ISO 14001:2015, che consolida un percorso fatto di scelte concrete e misurabili. Non è un punto d’arrivo: è una promessa che rinnoviamo ogni giorno.

Produzione in azienda
Per voi, cosa significa “moda etica”?
Moda etica significa creare senza compromettere. È un approccio che rispetta le persone e il pianeta. Per Bonaveri, significa lavorare accanto ai creativi e alle creative per offrire strumenti che valorizzino la bellezza e l’identità, senza rinunciare all’impegno ambientale e sociale. Significa anche formare nuove professionalità, promuovere ambienti di lavoro inclusivi, e continuare a investire in soluzioni verdi che rendano la moda un atto di cura verso il futuro.

Manichini Bonaveri per Vogue Talents
Nei prossimi anni aumenteremo anche gli investimenti in tecnologie green e nuovi impianti fotovoltaici, perché se vogliamo un settore moda davvero sostenibile, dobbiamo costruirlo insieme. Quest’anno presenteremo il nostro primo Report di Sostenibilità: un passaggio chiave di un percorso trasparente e in continua evoluzione.
Tutte le foto sono state fornite dall’ufficio stampa di Bonaveri
