È stato dato il via ufficiale ai lavori per la realizzazione dell’Hydrogen Hub Trieste, un’infrastruttura destinata a diventare un punto di riferimento per la produzione di idrogeno verde nel Nord-Est.
Trieste accelera la sua marcia verso la transizione energetica, promuovendo un progetto chiave per la decarbonizzazione dei trasporti e delle realtà produttive del territorio, che rappresenta un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privata.
Nato da un approccio integrato e multidisciplinare, l’Hydrogen Hub Trieste combina infatti il recupero di aree dismesse, i principi dell’economia circolare e il know-how tecnico-scientifico di università, enti di ricerca e imprese del territorio.

Alessia Rosolen
Come conferma Alessia Rosolen, Assessore al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia della regione Friuli Venezia Giulia: «L’Hydrogen Hub di Trieste rappresenta un progetto centrale per la decarbonizzazione dell’area adriatica e un pilastro della transizione energetica regionale che pone il Friuli Venezia Giulia, consolidandone la posizione d’avanguardia, come punto di riferimento a livello internazionale dell’energia verde. Per concretizzare questa aspirazione, come Amministrazione regionale, abbiamo già stanziato oltre 45 milioni di euro, destinati a potenziare l’introduzione dell’idrogeno nei settori più maturi, attrarre investimenti privati lungo tutta la catena del valore, sostenere la ricerca industriale e le infrastrutture di ricerca, formare nuove professionalità, rafforzare la cooperazione internazionale e valorizzare il porto di Trieste come centro di innovazione e polo energetico strategico per tutto il Nord Adriatico».
Un progetto PNRR basato sull’economia circolare
L’iniziativa, promossa da AcegasApsAmga, prevede un investimento complessivo di oltre 20 milioni di euro, finanziato in gran parte con 15,8 milioni di euro provenienti dal PNRR e con ulteriori 1,5 milioni dal bando Horizon EU.
Il cuore tecnologico dell’Hub sarà un impianto di elettrolisi da 5 MW e un parco fotovoltaico da 4,8 MW. L’impianto di elettrolisi sarà costruito in un’area adiacente al termovalorizzatore di Trieste, sfruttando i principi della simbiosi industriale: l’acqua di scarto del processo di termovalorizzazione verrà infatti recuperata e trasformata in una risorsa preziosa per la produzione di idrogeno. Il parco fotovoltaico sorgerà invece su un’area dismessa, contribuendo anche alla rigenerazione urbana del territorio.
A regime, l’Hub mira a produrre circa 370 tonnellate annue di idrogeno rinnovabile, coprendo l’intera catena del valore (produzione, stoccaggio e distribuzione) con l’obiettivo di decarbonizzare settori ad alta intensità emissiva. L’entrata in funzione dell’impianto è prevista per il 2026, in linea con le tempistiche imposte dal PNRR.

Photo: Patrizia Tonin
Nel contesto della North Adriatic Hydrogen Valley
L’Hydrogen Hub Trieste si inserisce nel contesto del Nord Adriatic Hydrogen Valley (NAVH), il primo accordo transfrontaliero in Europa dedicato all’idrogeno che coinvolge la Regione Friuli Venezia Giulia, la Slovenia e la Croazia, concetto ribadito anche dall’Assessore Rosolen: «La North Adriatic Hydrogen Valley è un progetto strategico per il Friuli Venezia Giulia e per tutta l’area transfrontaliera che comprende Slovenia e Croazia. Dal 2023 stiamo lavorando per costruire un vero ecosistema dell’idrogeno rinnovabile, capace di integrare infrastrutture, tecnologie e capitale umano grazie alla collaborazione tra istituzioni, imprese e centri di ricerca».
La NAVH unisce 37 organizzazioni e 17 progetti pilota con l’obiettivo ambizioso di produrre complessivamente circa 5 mila tonnellate annue di idrogeno nell’Alto Adriatico. Un progetto che punta a trasformare questo territorio in un laboratorio d’innovazione, aprendo la strada alla nascita di una nuova filiera dell’idrogeno, accelerando la decarbonizzazione e rafforzando il ruolo dell’area come hub strategico europeo per la transizione energetica, capace di coniugare sviluppo sostenibile e innovazione.
