Il nuovo rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente avverte: l’Europa si scalda più del resto del mondo, mentre biodiversità e risorse idriche crollano.
Il rapporto Ambiente Europa 2025 dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EAE), pubblicato in collaborazione con 38 Paesi, fotografa una realtà complessa: la regione ha compiuto passi avanti nella riduzione delle emissioni di gas serra e nella transizione verso le energie rinnovabili, ma il quadro generale dell’ambiente resta critico.
Il continente europeo è infatti la regione del mondo che si riscalda più rapidamente, e gli impatti del cambiamento climatico si fanno sentire sempre più spesso attraverso incendi, alluvioni e siccità. Eventi che non minacciano solo gli ecosistemi, ma anche la sicurezza, la salute e la stabilità economica delle comunità.
Biodiversità in caduta libera e risorse idriche sotto stress
Accanto alla crisi climatica, il rapporto segnala un peggioramento dello stato della biodiversità. Ecosistemi terrestri, marini e d’acqua dolce sono messi sotto pressione da modelli di consumo e produzione insostenibili. Foreste, suoli agricoli, fiumi e mari europei mostrano segni evidenti di degrado, con una perdita continua di habitat e specie. Il sistema alimentare, in particolare, è indicato come una delle principali fonti di pressione ambientale: pratiche intensive e uso eccessivo di risorse naturali contribuiscono al declino degli ecosistemi, rendendo sempre più difficile raggiungere gli obiettivi di conservazione fissati per il 2030.

Copertina del rapporto EAE
Un altro nodo cruciale riguarda l’acqua. Secondo l’EAE, un terzo della popolazione e del territorio europeo vive già in condizioni di stress idrico. Le falde acquifere si impoveriscono, i bacini idrografici sono sotto pressione e gli ecosistemi acquatici perdono la loro capacità di rigenerarsi. Garantire il ripristino delle risorse idriche è una priorità non solo ecologica, ma anche sociale ed economica: senza acqua potabile sicura e senza sistemi naturali in grado di regolare i cicli idrici, la resilienza dell’Europa rischia di crollare.
La natura come investimento verso il Green Deal
Il messaggio che emerge dal rapporto è condiviso da diversi rappresentanti della Commissione europea. Teresa Ribera, vicepresidente per una transizione giusta e competitiva, sottolinea come proteggere la natura non sia un costo, ma un investimento nella competitività, nella resilienza e nel benessere dei cittadini. Concetto ribadito anche dalla commissaria per l’ambiente Jessika Roswall, che invita a ripensare il legame tra economia ed ecosistemi. Senza un ambiente sano, sostiene Roswall, non è possibile avere un’economia solida né una società equa.
Nonostante i progressi ottenuti in settori come l’aria, i rifiuti e l’efficienza delle risorse, l’EAE sottolinea che il tempo stringe. L’attuazione del Green Deal europeo deve accelerare, con un impegno concreto verso la decarbonizzazione dei trasporti, la riduzione delle emissioni agricole e l’aumento della circolarità dell’economia. Investire in soluzioni basate sulla natura, come il ripristino degli habitat, non solo rafforza la biodiversità, ma rappresenta anche una strategia efficace di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.
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