È nata la comunità energetica regionale lombarda (Cerl), un’infrastruttura istituzionale che coordina, assiste e accelera la nascita delle CER in tutto il territorio lombardo
La Lombardia si trova di fronte a una sfida davvero importante: trasformare un sistema energetico storicamente centralizzato in una rete diffusa e partecipata, capace di ridurre i consumi da fonti fossili e rendere i cittadini protagonisti attivi.
Per guidare questo processo è stata istituita, con la legge regionale 2/2022, la Comunità Energetica Regionale Lombarda, inserita in Aria, l’Azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti. Non è un soggetto che produce energia, ma una struttura che lavora quotidianamente con i Comuni, le Province e le Direzioni generali regionali per accompagnare i progetti di costituzione delle Cer.
Questo significa, innanzitutto, fornire consulenza normativa in un quadro legislativo nazionale in continua evoluzione, aiutando le amministrazioni a interpretare correttamente le regole e a tradurle in atti concreti. Accanto al supporto giuridico, la Cerl garantisce assistenza tecnica nella fase di progettazione, dallo studio di fattibilità alla scelta delle tecnologie, e accompagna gli enti nel reperimento delle risorse economiche, facilitando l’accesso a bandi regionali, fondi PNRR e misure europee.

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Rafforzare i network interistituzionali
Un aspetto centrale dell’attività della Cerl è il rafforzamento dei network interistituzionali. La transizione energetica non può essere affrontata da singoli Comuni in modo isolato: servono reti territoriali capaci di mettere in comune competenze, risorse e visione. In questo senso, la Cerl agisce come cerniera tra Regione, enti locali e realtà private, stimolando la collaborazione e diffondendo le buone pratiche emerse dalle prime esperienze. Il suo compito è anche quello di monitorare l’andamento dei progetti, raccogliere dati e restituire un quadro aggiornato che consenta di orientare meglio le politiche regionali.
Parallelamente, la Cerl ha un ruolo strategico nella promozione culturale e informativa delle comunità energetiche. Non basta rendere disponibili strumenti normativi e finanziari: occorre spiegare alle amministrazioni e ai cittadini in che modo le Cer possono migliorare la qualità della vita, ridurre i costi energetici e contribuire alla sostenibilità ambientale. Da qui nasce l’iniziativa del tour “La Lombardia delle Comunità Energetiche Rinnovabili”, che dal 2024 ha attraversato le province lombarde per diffondere conoscenze e stimolare la partecipazione. Incontri, workshop e momenti di formazione hanno permesso a decine di amministratori locali e operatori del settore di comprendere meglio come avviare un progetto e quali strumenti utilizzare.

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I primi risultati ottenuti e le sfide future
I primi risultati del lavoro della Cerl sono già visibili. Ad esempio, nella sola provincia di Bergamo, alla primavera 2025, si contano quattordici comunità energetiche costituite e oltre cento Comuni coinvolti, un dato che evidenzia quanto il supporto istituzionale possa accelerare la diffusione di queste esperienze. Ma il dato forse più significativo non è il numero assoluto di progetti, quanto la varietà dei contesti: dai piccoli comuni sotto i cinquemila abitanti alle realtà urbane più complesse, segno che l’azione della Cerl riesce a intercettare bisogni differenti e a proporre soluzioni su misura.
Guardando al futuro, la Cerl sarà chiamata a svolgere una funzione sempre più importante di coordinamento e monitoraggio. La sfida non è solo far nascere nuove comunità energetiche, ma garantire che siano durature, economicamente sostenibili e capaci di adattarsi a un mercato dell’energia in continua trasformazione. Per questo la raccolta dei dati, la verifica delle performance e la diffusione delle esperienze di successo diventano strumenti fondamentali per consolidare il modello lombardo.
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