Cantine Settesoli affronta il cambiamento climatico in Sicilia con impianti fotovoltaici, sistemi di storage e una visione etica della produzione vinicola. Innovazione agricola e responsabilità ambientale si fondono nei vigneti del futuro.
L’industria vitivinicola ha davanti a sé una grande sfida: il cambiamento climatico. Il futuro sarà probabilmente costituito da vigneti innovativi e da una grande attenzione ai consumi energetici e alle fonti di approvvigionamento. Cantine Settesoli, realtà cooperativa siciliana di Menfi (Agrigento), ci ha spiegato come si sta preparando ad affrontare le novità che attendono il settore.
A partire dall’utilizzo di fonti rinnovabili: «L’azienda ha installato negli anni undici impianti fotovoltaici sulle coperture degli stabilimenti, coprendo circa il 20% del fabbisogno energetico. Risultano attualmente in corso altri progetti in ambito ampliamento dell’auto-produzione di energia elettrica attraverso impianti fotovoltaici e sistemi di storage dell’energia», sottolinea il responsabile qualità Giuseppe Tresca. Insieme a lui, la Responsabile PR e Comunicazione Roberta Urso e il responsabile viticolo Filippo Buttafuoco ci raccontano come gestiscono la sfida della sostenibilità in azienda.

Roberta Urso
Com’è strutturata Cantine Settesoli e quali sono i pezzi pregiati della produzione vinicola?
Roberta Urso: «Cantine Settesoli è una cooperativa di 2mila soci e produce 35 cultivar (varietà) su 6mila ettari di vigneto, il 7% dell’intera superficie vitata in Sicilia; più di mille ettari sono coltivati in biologico. La produzione annuale è di 20 milioni di bottiglie, e l’export rappresenta il 51% del fatturato di vino imbottigliato e raggiunge più di 44 Paesi. Il 70% delle 5 mila famiglie del distretto delle Terre Sicane, tra le provincie di Agrigento, Trapani e Palermo, è coinvolto a vario titolo nell’attività dell’azienda, coltivando vigneti e futuro per un vino dalla Sicilia verso il mondo.
Il posizionamento “premium” dei nostri vini, supportato da una produzione di alta qualità e identitaria del territorio è al centro della nostra visione strategica di cui sono valori portanti anche la ricerca in campo, la sensibilizzazione dei viticoltori, l’efficienza organizzativa, la sostenibilità a 360 gradi. I nostri marchi globali sono Settesoli, linea dedicata all’off trade, e Mandrarossa, produzione di linea sartoriale distribuita nel canale horeca. I nostri vini top sono il pluripremiato Mandrarossa Cartagho, nero d’Avola frutto della selezione di soli tre vigneti in un terroir di altissima vocazione viticola, e i due vini di contrada nati su suoli 100% calcarei, Bertolino Soprano, un grillo single vineyard, e Terre del Sommacco, nero d’Avola da soli due vigneti cui la marna calcarea conferisce una straordinaria mineralità».

Filippo Buttafuoco
Come convivono le esigenze di un’impresa che deve stare sul mercato e il rispetto della natura? Come saranno i vigneti del futuro?
Filippo Buttafuoco: «Alla base delle esigenze di un’impresa ci deve essere l’etica. In sintesi, un’impresa deve produrre attraverso pratiche sostenibili che migliorino l’efficienza, la competitività, la salvaguardia ambientale e la salubrità dei prodotti. In futuro ci saranno vigneti innovativi, con portinnesti diversi, con tecniche colturali innovative, con più sostanza organica, sesti diversi, zone di produzione diverse. Questo certamente porterà a un piccolo cambiamento del paesaggio viticolo».
Quali fonti energetiche utilizzate per le vostre strutture e i vostri mezzi? Usate fonti rinnovabili?
Giuseppe Tresca: «Cantine Settesoli ha ottenuto nel 2020 la certificazione secondo la norma ISO 50001:2018 Sistema di gestione per l’efficienza energetica. I consumi energetici di Cantine Settesoli sono rappresentati da energia elettrica, utilizzata sia per i consumi dei vari uffici che, soprattutto, per la gestione dei vari impianti operativi; metano, utilizzato per l’alimentazione delle caldaie; carburante per autotrazione, utilizzato per i mezzi aziendali. Allo scopo di ridurre l’utilizzo dell’energia pubblica l’azienda ha installato negli anni undici impianti fotovoltaici sulle coperture degli stabilimenti, coprendo circa il 20% del fabbisogno energetico. Risultano attualmente in corso altri progetti in ambito ampliamento dell’auto-produzione di energia elettrica attraverso impianti fotovoltaici e sistemi di storage dell’energia».

Giuseppe Tresca
Come viene garantita la salubrità del vino prodotto?
Giuseppe Tresca: «L’industria enologica è moralmente e legalmente obbligata a produrre prodotti sani e sicuri per la salute del consumatore e a garantire gli alimenti in tutta la supply chain. Il vino è un prodotto intrinsecamente sicuro, tuttavia potrebbe essere contaminato da corpi estranei e da agenti chimici in varie fasi all’interno del processo. Per questo l’adozione di un sistema HACCP come approccio alla sicurezza alimentare può ridurre tale rischio. Cantine Settesoli ha individuato un gruppo di lavoro multidisciplinare, il team HACCP (Food Safety Team) che garantisce appropriate conoscenze e competenze al fine di sviluppare un efficace piano HACCP. Il team leader dello studio HACCP è rappresentato dal responsabile tecnico, che grazie alla sua conoscenza tecnica del processo e dello stabilimento di produzione può coordinare azioni finalizzate a evitare l’eventuale contaminazione accidentale dei vini da parte di agenti dannosi che possono manifestarsi all’interno della filiera.
Inoltre, l’azienda ha individuato altri due gruppi multidisciplinari, i team VACCP (Food Fraud Team) e TACCP (Food Defence Team) che garantiscono la disponibilità di competenze specifiche sulla prevenzione di sofisticazioni intenzionali sia per motivi economico-finanziari sia per ragioni comportamentali/ideologiche, al fine di sviluppare efficaci piani per garantire la salubrità del prodotto e i dovuti controlli e monitoraggi. Inoltre, Cantine Settesoli possiede numerose certificazioni in riferimento ai più alti standard di sicurezza alimentare, tracciabilità di prodotto, sostenibilità, monitoraggio degli aspetti ambientali, produzione biologica e vegana».
