giovedì, Giugno 11, 2026
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Comunità energetiche rinnovabili: buone intenzioni ma pochi risultati secondo il Gse

di Annarita Cacciamani
Le Cer attive in Italia sono soltanto 212, con una potenza complessiva di appena 18 megawatt e meno di duemila utenze collegate. Appena il 27,5% delle comunità registrate sono attualmente operative. Lo confermano i dati aggiornati al 2025 dal Gestore dei servizi energetici (Gse).

 

Le Comunità energetiche rinnovabili (Cer) sono oggi riconosciute come uno degli strumenti più promettenti per promuovere la transizione energetica in Italia. Tuttavia, i dati aggiornati a marzo 2025 dal Gestore dei servizi energetici mostrano una realtà ancora distante dalle aspettative: le CER attive sono soltanto 212, con una potenza complessiva di appena 18 megawatt e meno di duemila utenze collegate.

Anche se il 2024 ha visto un forte aumento delle registrazioni, con un +89% rispetto all’anno precedente. Eppure, la maggior parte dei progetti rimane sulla carta. L’Electricity Market Report 2024 dell’Energy&Strategy School of Management del Politecnico Milano rileva che appena il 27,5% delle CER registrate sono attualmente operative. Un dato che mostra, quindi, come l’entusiasmo iniziale non si sia tradotto in realizzazioni concrete.

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Photo: Unsplash / Vivint Solar

Normative vaghe e fisco incerto frenano l’avvio

Molti ostacoli nascono dalla mancanza di chiarezza normativa. In particolare, non è stato ancora ben definito il ruolo del “referente delle configurazioni”, figura fondamentale per la gestione e il coordinamento delle comunità. Anche dal punto di vista fiscale permangono forti incertezze: per le Cer non costituite come associazioni, non è chiaro come vadano trattati i proventi, creando timori soprattutto tra le imprese.

A peggiorare la situazione c’è l’aspetto burocratico. Per inserire un impianto in una configurazione di autoconsumo, le procedure richiedono una quantità considerevole di documentazione. Questo rallenta i tempi e scoraggia molti soggetti, in particolare le imprese, dal partecipare attivamente al processo.

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Photo: Pexels / Mikhail Nilov

Nord e Sud a due velocità

La distribuzione territoriale delle Cer evidenzia forti squilibri. Il Sud ospita circa il 30% delle comunità attive. La Campania, ad esempio, conta 15 Cer per un totale di 17 impianti e 1,4 megawatt di potenza. La Regione sta cercando di incentivare la diffusione attraverso bandi come “Borghi salute e benessere”, che mirano a promuovere modelli sostenibili nei territori interni.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, comunque, ha fissato un traguardo ambizioso: raggiungere 1730 megawatt di potenza installata entro il 30 giugno 2026. Ma per avvicinarsi a questo obiettivo, sarà fondamentale intervenire su più fronti. Serve semplificare le procedure, chiarire le norme, e permettere la partecipazione di soggetti oggi esclusi o limitati, come i consorzi agricoli, gli enti di bonifica e anche gli autoconsumatori individuali a distanza.

 

Annarita Cacciamani

Photo cover: Unsplash / Watt A Lot 

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