Un’iniziativa senza precedenti: è il Bluenergy Stadium di Udine, che ridefinisce l’impianto sportivo della città come polo di innovazione, sostenibilità e solidarietà. A parlarne l’amministratrice delegata di Bluenergy Group, Alberta Gervasio.
Grazie a un parco fotovoltaico di 2.409 pannelli solari distribuiti su una superficie di 4.615 metri quadri, con una capacità di produzione annua di 1,1 Megawatt, il Bluenergy Stadium di Udine è al centro della prima comunità energetica italiana (CER) legata al mondo del calcio. Un’idea denominata “Energia in campo”, che va oltre la transizione ecologica: l’energia prodotta, infatti, non sarà utilizzata solo per le esigenze dell’impianto, ma potrà essere condivisa con famiglie, imprese e altri soggetti del territorio che entreranno nella CER e destinata a progetti sociali, di inclusione e supporto per la comunità. Per comprendere le motivazioni, i benefici attesi e l’impegno sociale concreto di questa iniziativa, abbiamo rivolto alcune domande ad Alberta Gervasio, amministratrice delegata di Bluenergy Group.

Alberta Gervasio
Qual è stata la principale motivazione che vi ha spinti a intraprendere questo progetto nel territorio friulano?
È stata il forte legame con la comunità locale e la volontà di restituire al territorio parte del valore generato. Lo stadio consuma circa il 70% dell’energia generata, ma restava un 30% in eccesso che rischiava di andare sprecato se non integrato in un sistema virtuoso. Per questo ci siamo posti una domanda fondamentale: possiamo far sì che l’energia prodotta diventi un bene collettivo, e non solo un supporto operativo per la struttura?
La risposta è stata sì ed è nata la decisione di dar vita alla prima Comunità Energetica Rinnovabile del calcio italiano. Un modello concreto di condivisione energetica che permette a famiglie e imprese del territorio di beneficiare direttamente dell’energia prodotta, in modo sostenibile. La sfida è stata complessa, tra vincoli normativi, coordinamento multi-attoriale e tempi tecnici, ma la nostra volontà di unire tecnologia, sostenibilità e impatto sociale ci ha guidati fino al traguardo. “Energia in campo” non è solo un progetto, è una nuova idea di energia, ed è proprio dal Friuli Venezia Giulia che volevamo partire per costruire un modello innovativo, sostenibile e replicabile.

Quali sono i benefici immediati per la comunità locale – in termini sociali, economici ed energetici – e quali obiettivi a lungo termine vi siete prefissati?
Quando si parla di sostenibilità si è portati a pensare solo alla tutela dell’ambiente. In realtà, la sostenibilità è un principio ampio e dinamico che coinvolge molteplici ambiti della nostra vita: energia, innovazione, inclusione, responsabilità sociale. Il progetto del parco fotovoltaico del Bluenergy Stadium ne è un esempio concreto.
Dal punto di vista ambientale ed energetico, la nascita della CER consente di valorizzare l’energia solare prodotta dallo stadio attraverso l’autoconsumo condiviso, riducendo gli sprechi e promuovendo un uso più efficiente delle risorse. Ma questo progetto va oltre. “Energia in Campo” dimostra che anche l’energia rinnovabile può diventare un motore di solidarietà. Insieme a Udinese Calcio, abbiamo voluto trasformare un progetto energetico in una leva concreta di benessere per il territorio, unendo sostenibilità ambientale e impegno sociale in un’unica visione di futuro condiviso.

Quello che ci auguriamo per il futuro è che questo progetto possa rappresentare un modello da replicare in realtà simili alla nostra, innescando così un circolo virtuoso di cui abbiamo urgente necessità.
Quali sono i progetti sociali specifici nati con la CER?
Gli incentivi riconosciuti dal GSE per l’energia autoconsumata all’interno della CER supporteranno la realizzazione della prima struttura residenziale in Friuli Venezia Giulia dedicata al trattamento dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione con il coordinamento del dipartimento di Neuropsichiatria Infantile dell’ASUFC. Insieme a Udinese Calcio, abbiamo scelto di sostenere questa iniziativa perché affronta una delle emergenze sanitarie più urgenti del nostro tempo.
I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) rappresentano oggi una delle principali cause di morte tra le giovani donne e, in particolare, la seconda causa nella fascia d’età inferiore ai 18 anni. Un fenomeno che, soprattutto dopo la pandemia, ha registrato un preoccupante aumento e che necessita di un approccio multidisciplinare e integrato. L’obiettivo è quello di individuare ogni anno un nuovo progetto da sostenere, contribuendo in modo concreto e continuativo al benessere sociale della comunità.

In che modo la comunità (cittadini e imprese) sarà attivamente coinvolta nella gestione e nello sviluppo di questa comunità energetica? E come si aderisce?
Questa CER è un progetto pensato per i cittadini e le cittadine, e in particolare per chi tifa Udinese Calcio. L’adesione di aziende limitrofe allo stadio e quella di chi tifa questa squadra è partita ufficialmente ad aprile 2025. Possono aderire tutte le persone in possesso di un abbonamento alla stagione 2024-2025 di Udinese Calcio o iscritte alla Membership 1896, che siano intestatarie di un’utenza elettrica, risiedano in uno dei seguenti comuni: Udine, Martignacco, Pasian di Prato, Pozzuolo del Friuli, Campoformido o Basiliano. Anche i possessori di impianti fotovoltaici possono partecipare, purché il proprio impianto non abbia beneficiato di incentivi o bonus fiscali. Entrare nella CER significa fare parte di una squadra ancora più grande e vivere il tifo per la propria squadra del cuore in modo attivo, partecipando a un progetto che genera benefici concreti per l’ambiente e per la comunità. Ogni tifoso può essere un vero Ambassador di “Energia in Campo”, contribuendo a costruire un futuro più sostenibile. Oggi iniziamo da qui, con l’obiettivo di crescere e coinvolgere sempre più persone.
Photo credit: Fabio Pappalettera / Drone Reportage
