La Comunità Energetica Rinnovabile Monti Azzurri, nelle Marche, nasce per promuovere sostenibilità, condivisione e risparmio. Il presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri racconta questa opportunità per il territorio.
La transizione energetica è una sfida cruciale per il futuro dei territori, e l’Unione Montana dei Monti Azzurri ha deciso di affrontarla con un progetto ambizioso e innovativo: la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) Monti Azzurri. Questa iniziativa è un modello di condivisione dell’energia basato su sostenibilità, inclusione e sviluppo locale. La CER coinvolge 5 comuni della provincia di Macerata: Caldarola, Belforte del Chienti, Camporotondo, Cessapalombo e Serrapetrona, offrendo ai cittadini e alle imprese nuove opportunità per accedere all’energia rinnovabile e ridurre i costi.
Il progetto non solo consente ai partecipanti di ottenere incentivi fino al 40% per l’installazione di impianti fotovoltaici, ma destina parte dei benefici al sostegno delle fasce più fragili della comunità. Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, in questa intervista ci racconta come è nata la CER, quali sfide ha dovuto affrontare e quali prospettive si aprono per il futuro del territorio marchigiano.
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Cos’è per lei la sostenibilità energetica e perché è importante?
La sostenibilità energetica è, prima di tutto, la scelta oculata di azioni che evitino la distruzione delle risorse naturali. In un senso più ampio, rappresenta l’elemento fondamentale per garantire che ogni iniziativa possa reggersi nel tempo, anche dal punto di vista economico.
Come è nata la CER Monti Azzurri?
La CER Monti Azzurri nasce da un bando presentato all’Unione Europea con cinque partner stranieri per la creazione di un format replicabile in tutta Italia. Tuttavia, non ottenemmo una posizione utile in graduatoria per il finanziamento. L’esperienza maturata in quel progetto è stata poi riversata nella Green Community, un sistema di progettazione territoriale che coinvolge diversi soggetti, ognuno dei quali contribuisce con idee e priorità. Abbiamo iniziato con il Contratto di Fiume (un accordo tra soggetti che hanno responsabilità nella gestione e nell’uso delle acque) e siamo arrivati a costituire la Green Community un anno prima che il governo pubblicasse il bando PNRR. Siamo stati gli unici finanziati nelle Marche, ottenendo oltre 7 milioni di euro (di cui 1milione e 650mila euro di cofinanziamento). Tra i progetti previsti, oltre al completamento della ciclovia dall’Abbazia di Fiastra a Sarnano (sempre nel maceratese), c’è anche un’ippovia dal mare ai Monti Sibillini, piantumazioni per la cattura di anidride carbonica e, naturalmente, una CER per immobili pubblici. Con la costituzione dell’associazione per la gestione, la CER è ora aperta e disponibile per tutti.
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Quali incentivi o supporti economici sono previsti per chi aderisce alla CER?
Chi aderisce alla CER può partecipare al bando nazionale e ottenere un contributo a fondo perduto pari al 40%, indipendentemente dal fatto che sia un cittadino, un ente religioso, una società o un ente pubblico. Possono aderire anche soggetti al di fuori del territorio dell’Unione Montana, ma il nostro obiettivo principale resta il coinvolgimento del territorio locale. La CER non deve essere vista solo come un’opportunità di guadagno, ma come un sistema sussidiario. Chi produce energia otterrà indietro il 40% dei dividendi sulla corrente venduta. Se è anche consumatore, riceverà un ulteriore 25% di tali dividendi. Il 15% sarà destinato alla gestione della comunità, mentre il restante 20% verrà impiegato per progetti sociali.
Quali sono, secondo lei, le principali sfide e criticità da affrontare per la diffusione delle comunità energetiche?
Le principali sfide riguardano la diffidenza delle persone nei confronti di un sistema che lo Stato continua a rendere complesso e poco chiaro. Le norme, già intricate, vengono ulteriormente ingigantite da interpretazioni poco omogenee, generando incertezza tra i cittadini.
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Ci sono altri progetti a cui state lavorando come Unione Montana per il futuro?
Sì, stiamo sviluppando diversi progetti innovativi. Tra questi: abbiamo creato una rete di imprese e vinto un bando Next Appennino per la realizzazione di un opificio per la produzione di pellet. Le comunanze agrarie e i privati mettono a disposizione i boschi, la nostra società in house (Società Agroforestale Monti Azzurri) si occupa del taglio e del trasporto, un’altra azienda fornisce i macchinari e i tecnici, mentre una quarta società gestirà la commercializzazione. Produciamo pellet di alta qualità e biochar, un carbone vegetale che cattura anidride carbonica e viene impiegato in agricoltura e nella zootecnia. La ciclovia Abbadia di Fiastra-Sarnano è già stata estesa fino al paese di Ripe San Ginesio, e a breve verranno appaltati i lavori per completare il tratto fino a Sarnano. Questo percorso ecologico, che costeggia il fiume Fiastrone, collegherà la città di Civitanova Marche al Parco Nazionale dei Sibillini, per poi chiudere un anello fino a Porto San Giorgio (in provincia di Fermo). L’ippovia in costruzione, finanziata con 1milione e 800mila euro, permetterà di percorrere itinerari a cavallo da Porto Sant’Elpidio fino al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, con punti di sosta e accoglienza per cavalieri e animali. Tutti i comuni hanno deliberato per un territorio “Oil Free Zone“.
Abbiamo poi acquistato un drone per la raccolta della plastica nei laghi di Caccamo, Tolentino e Fiastra, e per la gestione degli oli esausti sversati. Abbiamo completato la ciclostazione, dotandola di tre camere, una sala convegni e un impianto solare. Tra i progetti in fase di sviluppo, citiamo la creazione di una rete museale unica, con un direttore già finanziato dal Ministero del Turismo, e l’avvio di un sistema di telemedicina per supportare gli anziani con difficoltà di spostamento. Stiamo inoltre progettando un villaggio cohousing per anziani autosufficienti, dotato di servizi comuni e con un’adiacente Casa di Riposo/RSA, per garantire un’assistenza continuativa anche in caso di perdita dell’autosufficienza. Questi sono solo alcuni dei progetti concreti su cui stiamo lavorando per migliorare il territorio e la qualità della vita dei suoi abitanti.
Photo cover: Delegazione di presentazione della CER all’evento Key 2025 di Rimini. Da sinistra: Giordano Saltari, Riccardo Di Luzio, Tommaso Siroti, Daniele Giuseppucci e Giampiero Feliciotti
