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Emilia-Romagna: ecco gli incentivi per le comunità energetiche rinnovabili nel 2025

di Annarita Cacciamani
Tra il 2024 e il 2025 la regione emiliano-romagnola ha istituito bandi e contributi a fondo perduto destinati sia alla costituzione sia all’avvio di comunità energetiche, offrendo sostegni economici fino all’80% delle spese, con possibilità di arrivare al 90% per i progetti con caratteristiche premianti.

L’Emilia-Romagna è una delle regioni italiane più attive in Italia nella promozione delle Comunità energetiche rinnovabili. I contributi regionali sono rivolti alla realizzazione di nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili e agli interventi funzionali all’avvio operativo delle comunità energetiche. I bandi si sono chiusi da poco. Inoltre, grazie alle risorse del PNRR, sono previsti contributi specifici per gli impianti situati nei comuni sotto i 5mila abitanti, con un sostegno che può arrivare al 40% dei costi di investimento.

Grazie a questi incentivi, cittadini e famiglie che si uniscono in una comunità energetica possono beneficiare di agevolazioni economiche, contribuendo al contempo a un modello energetico più equo e sostenibile. Si tratta di un’opportunità che può rivelarsi vantaggiosa anche per chi vive in zone rurali o meno servite dalla rete elettrica nazionale, dato che la comunità energetica permette una gestione autonoma della produzione e del consumo di energia. Le Comunità energetiche rinnovabili (CER)  permettono a gruppi di residenti, condomini e piccole imprese di produrre energia tramite impianti fotovoltaici, per poi scambiarsela tra di loro, riducendo i costi in bolletta e contribuendo alla sostenibilità collettiva.

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Photo: Freepik

Incentivi per le comunità energetiche

I membri delle comunità energetiche possono ricevere contributi a fondo perduto per coprire una parte rilevante dei costi di progettazione, realizzazione e attivazione degli impianti. Questi contributi interessano sia nuovi impianti sia la messa in condivisione di impianti esistenti.

Per le Comunità energetiche che realizzano impianti nei piccoli comuni, il PNRR ha previsto una serie di contributi modulati in base alla potenza installata: si parte da 1500 euro a chilowattora per impianti fino a 20 chilowattora, mentre per impianti sopra i 600 kilowatt il contributo è di 1050 euro a kilowatt. 

La Regione, inoltre, lavora insieme ai Comuni per facilitare la creazione di reti energetiche locali, puntando a modelli di produzione e consumo più razionali, sostenibili e condivisi.

Bonus fotovoltaico per i membri delle CER

Nel 2025 è attivo il Bonus Fotovoltaico, destinato ai membri delle Comunità energetiche. Questo bonus copre fino al 65% delle spese per l’installazione di impianti fotovoltaici, compresi i sistemi di accumulo, per un importo massimo detraibile di 48mila euro. Tuttavia, l’accesso al bonus è vincolato al fatto che l’installazione sia collegata a interventi di efficientamento energetico o di riduzione del rischio sismico.

Partecipare a una Comunità energetica significa, perciò, non solo ottenere un risparmio diretto sulla bolletta, ma anche contribuire attivamente alla produzione di energia rinnovabile locale, in un’ottica di maggiore autonomia rispetto alle grandi reti nazionali.

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Photo: Freepik / Senivpetro

Il ruolo del PNRR 

Come accennato, il PNRR ha previsto un contributo fino al 40% delle spese per chi decide di partecipare a progetti di autoconsumo collettivo e alle comunità energetiche rinnovabili, con un focus particolare sui comuni con meno di 5mila abitanti. Questo incentivo si inserisce nel quadro delle politiche di sostenibilità e riduzione delle disuguaglianze territoriali, cercando di estendere le opportunità legate alle energie rinnovabili anche nelle aree meno urbanizzate.

Tali iniziative sono particolarmente rilevanti per le aree rurali, dove l’adozione di tecnologie rinnovabili come il fotovoltaico può migliorare la qualità della vita, ridurre i costi energetici e stimolare un’economia più verde e locale. Le comunità energetiche, in questo contesto, rappresentano non solo un’opportunità per migliorare l’efficienza energetica, ma anche un modo per ridurre la dipendenza dalle reti centralizzate e promuovere una gestione locale delle risorse energetiche.

Annarita Cacciamani

Photo cover: Freepik

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