venerdì, Giugno 12, 2026
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Milano Design Week 2025: il design si fa sostenibile, locale e consapevole

di Federica Biffi
Alla Milano Design Week 2025 il design abbandona l’estetica fine a sé stessa per entrare in dialogo con la crisi ambientale, proponendo soluzioni a filiera corta, materiali riciclati e innovazioni hi-tech che ripensano il nostro rapporto con la materia.

Cosa succede quando il design si confronta con i limiti del pianeta? Alla Milano Design Week 2025, che si è tenuta nella città lombarda dal 7 al 13 aprile 2025 in occasione del Fuorisalone 2025, la risposta arriva da installazioni e progetti che non si limitano a stupire, ma che propongono nuovi modelli produttivi, filiere corte, economia circolare, materiali riciclati e visioni capaci di conciliare estetica, tecnologia e impatto ambientale. È il design che incontra il territorio e si fa promotore di riqualificazione urbana, diventando strumento di sostenibilità. Quella di quest’anno è un’edizione che per certi aspetti invita a ripensare il rapporto tra persone, ambiente e progettazione, nel segno di una nuova responsabilità collettiva.

Il futuro del design è sostenibile, a chilometro zero e capace di brillare da sé

Un esempio virtuoso arriva da Hydro, azienda attiva nel settore dell’alluminio e delle energie rinnovabili. Dopo aver presentato il primo alluminio post-consumo al 100% nel 2024 (cioè un prodotto che è realizzato interamente con alluminio riciclato), torna al format espositivo Capsule Plaza con R100, un progetto legato alla produzione e alla logistica. I designer coinvolti – tra cui Sabine Marcelis, Keiji Takeuchi e Cecilie Manz – hanno lavorato con un vincolo chiaro e rivoluzionario: non oltrepassare un raggio di 100 chilometri tra materia prima (scarti post-consumo locali) e prodotto finito. Una geografia progettuale che cambia le regole del gioco e che si inserisce nel cammino di Hydro verso l’obiettivo di emissioni nette pari a zero entro il 2050.

FOTO mostra_Light in Matter_Hyletech

Photo: mostra “Light in Matter – Hyletech” / Federica Biffi

E a proposito di futuro, va menzionato HYLEtech, nuovo brand dell’azienda di illuminazione integrata Luce5 che produce una tecnologia brevettata che promette di rivoluzionare il design partendo dalla materia.. HYLEtech introduce sul mercato un innovativo alluminio hi-tech, completamente elettrificabile, che ridefinisce il concetto stesso di illuminazione. Con questa tecnologia prendono forma le composizioni Light in Matter di Emanuel Gargano, esposte alla Triennale di Milano durante la Design Week: sculture geometriche nate dalla fusione tra materia e luce. Ogni composizione è realizzata con pannelli in alluminio completamente elettrificabili, attraversati da una sorgente luminosa nascosta all’interno del profilo: il risultato è una luce che non proviene dall’esterno, ma scaturisce dall’oggetto stesso. “Non è più tempo di plastica, di deforestazione, di derivati del petrolio” – si legge nel sito di HYLETech – e in questa affermazione c’è tutta l’urgenza e la visione di un design che vuole essere centro di una nuova orbita.

Architetture sostenibili e oasi urbane 

Se l’alluminio racconta una storia di trasformazione circolare, la casa-modulo firmata dallo studio di design 5∙5 per MUJI (marchio giapponese di articoli per la casa, abbigliamento e oggetti di uso quotidiano) del Brera Design District porta in un’altra direzione: quella del silenzio, del tempo lento, della qualità della vita. Posizionata nel giardino pubblico Pippa Bacca – riqualificato secondo criteri di biodiversità – questa casa manifesto è un’oasi di quiete nel cuore della città. Costruita con materiali di origine biologica, dotata di tetto bianco per contrastare le isole di calore, sistema di raccolta dell’acqua piovana e isolamento in tessuto riciclato, è una proposta concreta per abitare le città con rispetto e intelligenza. Un invito a rallentare, a respirare, a vivere meglio.

La relazione tra natura e città è al centro anche di Portanuova Vertical Connection, un’installazione immersiva che unisce architettura, tecnologia e botanica: la struttura in layher è organizzata su moduli completamente riciclabili. L’opera interpreta il tema “Mondi Connessi” del Fuorisalone 2025 – in cui i tre soggetti persona, tecnologia, natura rappresentano la parte di un ciclo nel quale ognuno è essenziale per la vita e prosperità dell’altro – attraverso una narrazione multisensoriale: l’Intelligenza Artificiale dialoga con i visitatori e visitatrici, trasformando i loro input in suggestioni visive e sonore. Il coinvolgimento del botanico Stefano Mancuso aggiunge una dimensione concreta: le piante presenti saranno successivamente piantate o adottate, in un gesto simbolico di restituzione alla natura. 

Federica Biffi

Photo cover: Pexels / Ground Helio 

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