giovedì, Giugno 11, 2026
Home » Nel crotonese passi concreti verso la transizione energetica

Nel crotonese passi concreti verso la transizione energetica

di Alessandro Dattilo
Intervista ad Antonio Ceraldi, ex Vicesindaco e Consigliere comunale di San Mauro Marchesato: «Le comunità energetiche? Funzionano solo se diffuse capillarmente. Altrimenti rischiano di essere un inutile spreco di risorse»

 

Negli ultimi mesi, la provincia di Crotone ha visto l’emergere di alcune iniziative nel campo delle energie rinnovabili. Il Comune di Caccuri ha avviato il percorso per la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile, presentando il progetto ai cittadini durante un convegno intitolato “Comunità Energetiche & Reddito Energetico” il 19 febbraio scorso. 

Parallelamente, sempre in direzione della Sila, il Comune di Cerenzia ha intrapreso un progetto per la creazione di una CER denominata “Magna Grecia”, grazie a un impianto fotovoltaico da 1 megawatt. In questo contesto, abbiamo intervistato Antonio Ceraldi, ex Vicesindaco e Consigliere comunale di San Mauro Marchesato, per approfondire il tema delle energie rinnovabili e delle comunità energetiche nella zona.

ec-antonio-ceraldi-ok

Antonio Ceraldi

Dottor Ceraldi, sulla base della sua esperienza istituzionale nel Comune di San Mauro Marchesato, qual è il livello generale di conoscenza e consapevolezza, tra cittadini e amministratori, riguardo alle energie rinnovabili e ai progetti di efficienza energetica?

Fino a tempi recenti, l’interesse per le energie rinnovabili nel settore pubblico è stato piuttosto limitato. La svolta è arrivata con i fondi del PNRR, che hanno generato una crescente necessità di informazione e promozione di progetti legati alla transizione energetica. Prima della pandemia, solo alcuni amministratori e Comuni hanno avviato iniziative pionieristiche in questo ambito, mentre l’adozione delle rinnovabili è rimasta prevalentemente una scelta di aziende private o singoli cittadini, spesso incentivati da agevolazioni fiscali e contributi del GSE. L’interesse, fino a oggi, è stato quindi principalmente economico, piuttosto che strategico o ambientale.

Le comunità energetiche possono rappresentare una soluzione efficace nel contesto attuale di crisi climatica ed energetica?

Le comunità energetiche potrebbero diventare una soluzione concreta solo se distribuite in modo capillare e con un reale coinvolgimento della popolazione. Se restano iniziative isolate o di nicchia, rischiano di trasformarsi nell’ennesimo spreco di risorse economiche senza un impatto significativo sul territorio.

Nel territorio di sua appartenenza, esistono incentivi specifici per promuovere l’efficienza energetica e l’uso delle fonti rinnovabili?

Gli incentivi disponibili sono in linea con quelli previsti a livello nazionale ed europeo, ma spesso manca un’adeguata conoscenza e diffusione delle opportunità esistenti.

antonio-ceraldi-vicesindaco-ok

Esistono collaborazioni o partenariati con altre città o enti locali per promuovere le comunità energetiche?

Nel territorio crotonese alcune iniziative stanno prendendo forma grazie all’interesse di aziende private, che stanno avviando interlocuzioni con i Comuni per sfruttare aree di proprietà pubblica a fini di produzione di energia solare. Si tratta, però, di progetti ancora in fase embrionale.

 

Alessandro Dattilo

Photo cover: iStock / Christopher Salerno

Potrebbe piacerti