giovedì, Giugno 11, 2026
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CER in condominio: unire le forze per un futuro green

di Elisa Marasca
Le comunità energetiche condominiali rappresentano un’opportunità concreta per trasformare gli spazi comuni degli edifici, come il tetto, in fonti di energia rinnovabile. 

 

Con l’installazione di impianti come il fotovoltaico, anche un condominio può diventare protagonista della transizione energetica, contribuendo a ridurre i costi e l’impatto ambientale. Il percorso per costituire una comunità energetica in condominio richiede però alcuni passaggi fondamentali. Il primo passo è una valutazione tecnica ed economica, volta a verificare la fattibilità del progetto. Questo include l’analisi delle superfici disponibili, come il tetto o altre aree comuni, per l’installazione di impianti fotovoltaici, e una stima dei costi iniziali, dei tempi di ritorno sull’investimento e dei benefici economici attesi.

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Photo: Freeimages.com / vexels-94700

Il secondo step coinvolge l’assemblea condominiale, dove il progetto deve essere approvato. Per procedere è necessario ottenere il consenso della maggioranza degli intervenuti, che rappresenti almeno metà del valore millesimale dell’edificio. Per facilitare il consenso, è cruciale spiegare chiaramente i vantaggi economici e ambientali dell’iniziativa. Una volta ottenuta l’approvazione, il condominio deve costituirsi formalmente come comunità energetica rinnovabile (CER), attraverso la redazione di uno statuto che regoli diritti e doveri dei membri, gestione dell’energia e distribuzione dei benefici economici. 

A questo punto si può procedere con l’installazione degli impianti e la connessione alla rete elettrica. La registrazione della comunità e dell’impianto presso il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) è il passo successivo, fondamentale per accedere agli incentivi e monitorare la condivisione dell’energia prodotta.

Benefici e sfide

Una comunità energetica condominiale funziona attraverso la condivisione virtuale dell’energia prodotta. I membri continuano a mantenere i loro fornitori di energia, ma consumano l’elettricità generata dall’impianto del condominio, immessa nella rete elettrica. Gli incentivi erogati dal GSE vengono poi redistribuiti tra i partecipanti in proporzione al loro consumo. Questo modello offre un doppio vantaggio: abbattere i costi delle bollette e contribuire alla sostenibilità ambientale attraverso l’uso di energia rinnovabile.

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Photo: Freepik / pressfoto

Le comunità energetiche condominiali offrono molteplici vantaggi. Da un lato, garantiscono un significativo risparmio economico grazie agli incentivi statali e alla minore dipendenza dai fornitori tradizionali. Dall’altro, migliorano l’efficienza energetica del condominio, valorizzandone l’immobile e aumentandone la classe energetica. Dal punto di vista ambientale, il modello contribuisce alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica rafforzando l’impegno collettivo per la lotta al cambiamento climatico.

Tuttavia, ci sono anche alcune sfide. Coinvolgere tutti i condomini può essere complesso, soprattutto se il progetto richiede un investimento iniziale significativo. Inoltre, la burocrazia può rallentare il processo. Per superare questi ostacoli, è consigliabile affidarsi a professionisti esperti che possano guidare la comunità lungo tutte le fasi, dallo studio di fattibilità fino alla gestione operativa. Perché investire in una comunità energetica significa non solo abbattere i costi e contribuire alla transizione ecologica, ma anche valorizzare il proprio immobile e rendere il condominio un esempio virtuoso di innovazione.

 

Elisa Marasca

Photo cover: Freeimages.com / vexels-94700

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