Alla fiera Ecomondo di Rimini è stata presentata la Relazione sullo Stato della Green Economy 2024, che fotografa le performance di settori strategici per l’economia di domani.
«L’Italia sta facendo progressi in ambito green economy, ma ancora troppo poco e senza la coesione necessaria» è il messaggio lanciato da Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile che coordina il gruppo di esperti che curano il rapporto annuale, intervenuto agli Stati Generali della Green Economy 2024 ospitati nell’ambito della fiera Ecomondo di Rimini. La nuova relazione traccia infatti un bilancio positivo in molti settori strategici, evidenziando però anche criticità che ostacolano una transizione energetica pienamente efficace.
Per rispettare gli obiettivi dell’Unione Europea (UE) al 2030, sarebbe necessario un aumento della capacità annua installata fino a 11-12 GigaWatt.
In particolare, il 2023 ha segnato una riduzione delle emissioni di gas serra di oltre il 6%, la più significativa registrata in Italia dal 1990, a eccezione di alcuni anni di crisi economica. Le emissioni sono scese sotto i 390 milioni di tonnellate, con un trend che, se mantenuto, consentirebbe all’Italia di raggiungere l’obiettivo del -55% entro il 2030. Tuttavia, il Paese si trova ancora impreparato a fronteggiare episodi meteoclimatici estremi, come dimostrano i 3.400 eventi di questo tipo che hanno colpito il territorio nazionale solo nell’ultimo anno, spesso con conseguenze devastanti.
Rinnovabili ed efficienza energetica in crescita
La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è in netta ripresa, superando il 44% del totale nazionale. Il fotovoltaico ha guidato questa crescita, con quasi 6 GigaWatt di nuova capacità installata, un risultato importante che rappresenta un quinto dell’intera produzione elettrica italiana. Tuttavia, la crescita dell’eolico resta più contenuta, con il settore che fatica a tenere il passo delle aspettative europee. Per rispettare gli obiettivi dell’Unione Europea (UE) al 2030, sarebbe necessario un aumento della capacità annua installata fino a 11-12 GigaWatt.

L’efficienza energetica è, comunque, uno degli ambiti in cui l’Italia ha mostrato progressi significativi, soprattutto nel settore edilizio (gli edifici, nel 2023, sono il settore più energivoro con oltre il 40% della domanda nazionale di energia), che ha ridotto i consumi del 5,5%, e nell’industria, con una riduzione del 6%. In totale, nel 2023 il consumo energetico è calato di 4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), con una notevole contrazione dei consumi di gas e carbone.
Primato nella circolarità: un’economia sempre più efficiente
L’Italia conferma il suo ruolo di leader europeo nella circolarità delle risorse, con una produttività delle risorse pari a 3,6 euro di Pil per ogni chilogrammo consumato, un dato superiore del 62% alla media UE. Nel 2023, il tasso di riciclo ha raggiunto il 72%, mantenendo l’Italia al primo posto in Europa e facendo segnare un aumento anche nel tasso di utilizzo circolare dei materiali, ora al 18,7% rispetto all’11,7% della media europea. Questi risultati si inseriscono in un quadro di crescente attenzione alla gestione sostenibile dei materiali e al riciclo, settori in cui l’Italia continua a distinguersi.

Nonostante i successi, però, la gestione del capitale naturale resta un problema urgente. Tra il 2021 e il 2022, il consumo di suolo ha raggiunto una media di 19,4 ettari al giorno, con una copertura complessiva del 7,14% del territorio nazionale, un dato che preoccupa anche per la diffusione nelle aree a rischio idraulico. La protezione del capitale naturale richiede dunque nuove misure che guardino anche a soluzioni basate sulla natura. La crisi climatica, tra l’altro, ha influito negativamente anche sull’agricoltura, che ha registrato un calo delle produzioni del 2,5%. Ci sono comunque segnali positivi, come la continua crescita delle superfici coltivate con metodo biologico, che sono aumentate del 4,5% solo nell’ultimo anno, con una crescita complessiva dell’86,5% negli ultimi dieci anni. L’Italia, inoltre, si conferma leader europea per il numero di prodotti Dop e Igp, a testimonianza della qualità e sostenibilità delle sue produzioni.
Mobilità sostenibile: troppi veicoli, poche elettriche
I trasporti sono il secondo settore per consumi di energia, con il 35% del totale, e sono l’unico settore in cui nel 2023 i consumi di energia sono aumentati del 2,2%. Questo settore rappresenta una delle sfide maggiori per la transizione energetica italiana. Nel 2023, nonostante un aumento delle immatricolazioni, le auto elettriche rappresentano ancora una piccola frazione del totale, con solo 66mila vetture a batteria e 69mila plug-in immatricolate. Con 41 milioni di auto in circolazione, di cui l’84% ancora alimentate a benzina o diesel, l’Italia risulta ancora lontana dagli obiettivi di mobilità sostenibile.

Edo Ronchi, presidente Fondazione Sviluppo Sostenibile
«La Relazione sullo Stato della Green economy del 2024 registra un aggravamento della crisi climatica, molto rapido in Italia, confermando che questo aggravamento resta la principale sfida che dobbiamo affrontare», è l’avvertimento di Edo Ronchi. Per affrontare le sfide climatiche e ambientali sarà essenziale incentivare ulteriormente le rinnovabili, promuovere l’efficienza energetica e garantire la protezione del capitale naturale, verso un modello di sviluppo più sostenibile e resiliente.
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